Produzione batterie: perché le batterie al litio sono centrali per la transizione energetica

Come nascono le batterie al litio e qual'è il loro impatto ambientale? Leggi l’articolo per saperne di più.
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Pubblicato il 14/02/26

La produzione batterie è oggi uno dei pilastri della transizione energetica globale. Fin dal primo paragrafo è fondamentale chiarire che le batterie al litio alimentano una parte crescente della nostra quotidianità: veicoli elettrici, dispositivi elettronici, sistemi di accumulo per le energie rinnovabili. L’aumento della domanda è legato alla necessità di ridurre le emissioni climalteranti e di rendere più flessibili le reti energetiche, ma porta con sé interrogativi importanti sulla sostenibilità ambientale dei processi produttivi.

Quando si parla di produzione batterie, infatti, non si può guardare solo al beneficio finale in termini di riduzione delle emissioni allo scarico. È necessario considerare l’intero ciclo di vita, a partire dall’estrazione delle materie prime fino alla fabbricazione delle celle e all’assemblaggio dei pacchi batteria. Litio, cobalto, nichel e grafite sono risorse strategiche ma la loro estrazione comporta consumi energetici elevati, uso intensivo di acqua e, in alcuni casi, impatti significativi sugli ecosistemi locali. Comprendere come funziona la produzione batterie aiuta quindi a valutare in modo più equilibrato vantaggi e criticità di questa tecnologia.

Produzione batterie e impatto ambientale: estrazione, energia e filiera globale

Uno degli aspetti più discussi legati alla produzione batterie riguarda l’impatto ambientale delle fasi iniziali della filiera. L’estrazione del litio può avvenire da salamoie o da miniere di roccia dura, con effetti diversi sul territorio e risorse idriche. Anche il cobalto, spesso estratto in contesti geopolitici complessi, solleva questioni etiche e ambientali che influenzano la percezione complessiva della produzione batterie.

A queste criticità si aggiunge il consumo energetico dei processi industriali. La produzione di celle agli ioni di litio richiede temperature controllate, ambienti a bassa umidità e macchinari ad alta precisione, con un fabbisogno energetico significativo. Se questa energia proviene da fonti fossili, l’impronta di carbonio della produzione batterie può essere elevata, riducendo parte dei benefici ambientali legati all’uso finale delle batterie stesse.

Inoltre, la filiera è fortemente globalizzata: le materie prime vengono spesso estratte in un continente, lavorate in un altro e assemblate altrove. Questo comporta trasporti, emissioni indirette e difficoltà nel monitorare in modo trasparente le emissioni complessive. Per questo motivo, la produzione batterie è sempre più al centro del dibattito sulle politiche industriali e ambientali, soprattutto in Europa, dove cresce l’attenzione verso filiere più controllate e sostenibili.

Regolazione UE e ruolo del CBAM Registry

Nel contesto europeo, la produzione batterie è sempre più legata a strumenti normativi pensati per ridurre l’impatto ambientale delle importazioni. Una delle risposte a queste criticità è rappresentata dal CBAM Registry, che mira a rendere più trasparente il contenuto di CO₂ incorporata nei prodotti importati, comprese le componenti industriali ad alta intensità energetica.

Applicare meccanismi di regolazione come il CBAM significa intervenire anche indirettamente sulla produzione batterie, incentivando i produttori extra-UE a ridurre le emissioni e ad adottare processi più sostenibili per restare competitivi sul mercato europeo. In questo modo, il costo ambientale della produzione batterie viene progressivamente internalizzato, riducendo il rischio di spostamento delle produzioni verso Paesi con normative ambientali meno stringenti.

Per chi opera lungo la filiera industriale, comprendere il legame tra produzione batterie e strumenti come il CBAM è fondamentale per anticipare cambiamenti normativi, valutare i costi futuri e orientare le scelte di approvvigionamento.

La produzione batterie rimane quindi una tecnologia chiave per la decarbonizzazione, ma il suo sviluppo sostenibile passa attraverso trasparenza, regolazione e responsabilità ambientale lungo tutta la filiera.

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